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Numero 1

aprile 1999

Indice

1.  Cronaca di una esperienza

2.  Notizie flash

 

Cronaca di una esperienza

Maria Cristina, venticinquenne studentessa del quarto anno dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Torino, collabora alla pastorale famigliare della parrocchia, è coordinatrice di un gruppo di catechesi ed è membro del consiglio d'oratorio. Data la sua dimestichezza coi temi trattati, le viene opportunamente proposta la frequenza al biennio di formazione 1997-99.
Pianezza, 30 novembre 1997: giornata inaugurale. Presenti a Villa Lascaris oltre un centinaio di persone tra organizzatori, animatori e iscritti. Alle 9,30 ora ottimisticamente prevista per l'inizio - la sala convegni e l'intero pianterreno sono in fermento. Entusiasmo, buona volontà, e voglia di concretezza sono nell'aria.
Le prime impressioni di Cristina: "Sono rimasta davvero colpita dal clima di sincera amicizia che si è immediatamente instauratao. L'affiatamento delle coppie, soprattutto, mi ha fatto ricredere del sospetto che la famiglia, cristianamente intesa, fosse più che altro un'ideale. Invece no, famiglie così esistono per davvero e in numero maggiore di quanto non si pensi". Ciascuna delle sette domeniche inizia con lo svolgimento di un tema "fondativo"e prosegue con l'acquisizione pratica di tecniche di animazione, con la partecipazione preziosa di Nicla Raviglione dell'Ufficio Catechistico di Torino.
Fin dalle prime battute si comprende che il Progetto AMOS vuole penetrare il mistero della sessualità umana senza profanarne la sua dimensione sacrale; e fuggendo contemporaneamente la tentazione di "spiegare " soltanto, di tecnicizzare, come fa invece la cultura contemporanea che, dopo averne illustrato funzionamento e annessi "risacchi" di gravidanze e malattie, ritiene praticamente concluso il suo compito.
"Ho apprezzato questo tipo di impostazione", commenta Cristina, "evidenziando la continuità fra ideale e pratica si dimostra che riflettere su questi argomenti non è chiacchierare a vanvera".
Cosa pensi delle relazioni proposte?
"Sono state tutte all'altezza delle mie aspettative. Le osservazioni psicologiche di don Parolari sugli itinerari di maturazione psicosessuale mi sono state particolarmente utili".
Sua Eminenza vescovo di Aosta ha chiuso la prima parte del biennio il 29 marzo 1998, trattando uno dei temi cari a Giovanni Paolo Il- l'uomo immagine e somiglianza di Dio. Non si è sottratto, prima della pausa - pranzo, al gioco di gruppo del "se fossi" un libro, un film, ecc., lasciando peraltro trapelare qualcosa dei suoi gusti particolari.
Cristina, cosa ne dici del work-shop?
"Mi è piaciuto, in particolare, quel l'esperimento che consiste nel formulare, per un certo oggetto, il corrispondente concreto relativo al nostro tema. E' interessante: ti aiuta a prendere coscienza della tua mentalità e dì quella degli altri".
Durante queste attività, mariti brizzolati sono stati sorpresi a guardare "atterriti" la moglie mentre si frugavano dentro alla ricerca dello spirito ludico sepolto, a suo tempo, insieme ai balocchi dell'infanzia. Sul serio non è facile giocare. Giocare comunicando ancora meno.
In generale, nessuna critica?
"A dire la verità qualche volta ho avuto l'impressione che il ritmo della giornata fosse un po' troppo intenso. lo però posso dire di avere ricevuto gli stimoli giusti, mi sento senz'altro motivata ad andare avanti. Anzi, spero di aver acquisito gli strumenti per imparare a sfruttare davvero le mie competenze."
Un suggerimento per il prossimo biennio?
"Portare più testimonianze concrete, più interventi che aiutino a capire in che modo rendere accessibili questi argomenti."
Il 15 novembre 1998, il via alla seconda parte del corso, con un calo che potremo definire fisiologico della partecipazione. Quella concitata atmosfera densa di operosa motivazione è comunque intatta. La castità matrimoniale, l'apertura feconda alla vita facendo dei metodi naturali lo strumento per la regolazione della fertilità, risponde ad un ideale dì perfezione umana e cristiana che resterebbe quasi inaccessibile se non lo si consegnasse a quel "giogo dolce" che prevede, per la sessualità, il tempo della purificazione: quel " deserto" che, solo, è in grado di svelarne l'autentica bellezza.
Siamo convinti "che lo Spirito Santo sia capace di guidare anche il nostro eros. Senza di lui non sapremmo nemmeno cosa desiderare", aveva detto don Paolo Mirabella quello stesso 30 novembre, intervenendo sul tema all'ordine del giorno.
La vera "barriera" della contraccezione non sta nell' "aggeggio" o nella pillola di turno: è quel muro che si erge fra gli sposi che vivono l'intimità coniugale ripiegati sotto le coltri della diffidenza reciproca. La "barriera" è la mentalità che rende sordi e ciechi, per cui anzichè prendersi cura della capacità generativa dell'altro si vuole intrappolarla.
Gli ostacoli che AMOS incontra sul suo - per altro giovane - cammino, possono essere considerati altrettanti incoraggiamenti. "Continuate così", approva ancora Cristina.
Dopo il 7 febbraio - giornata per la vita cui ha fatto da sfondo il messaggio dei vescovi - resta un ultimo appuntamento, fissato per il 17 e 1, 8 aprile prossimo: il week-end sarà a disposizione dei partecipanti per completare la conoscenza reciproca, decidere del loro futuro nel Progetto o semplicemente riflettere su cosa "portarsi via" da questa esperienza.
"Una buona idea", soggiunge Cristina lasciando intravvedere quel "bisogno di concretezza" che lascia ben sperare per un futuro di serena, ma tenace motivazione.
Benvenuta nel Progetto AMOS.

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Notizie Flash

"ASSOCIAZIONE AMOS": il 20 marzo è stato firmato l'atto costitutivo, dal membri del Coordinamento del Progetto AMOS.
 

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