Relazione annuale del 16
aprile 2000
Sono contento di essere qui oggi per la prima Assemblea del PROGETTO AMOS che avviene in un anno speciale, l'anno 2000; speciale non perché l'anno del
millenium-bug, l'anno dell'esplosione di Internet o altro, ma perché è l'anno del Giubileo, fanno che ci porta nel terzo millennio del cammino della Chiesa, ci porta nel futuro.
Chissà se il Signore venisse oggi sulla terra, parlerebbe ancora di vigna e vignaioli, di campi di grano, di pecore? Forse parlerebbe di Internet, di
fondi di investimento, di azioni.. Lui ha saputo parlare, arrivare al cuore degli uomini e delle donne del suo tempo; penso chieda anche a noi
lo sforzo di fare altrettanto.
E' importante allora essere attenti al segni dei tempi, ai mutamenti epocali, essere vicini all'uomo di oggi, con i suoi dubbi domande, speranze, attese. Dobbiamo farci capire, essere accoglienti disposti al
confronto sereno, consapevoli che abbiamo un grande messaggio per l'uomo di oggi.
Noi del Progetto AMOS ci occupiamo di persona, di amore e di sessualità. L'essere qui
oggi è frutto di quel pezzo di strada, di storia che abbiamo già percorso insieme, della disponibilità, volontà, sacrificio ed entusiasmo di molte persone: coppie, sacerdoti esperti di vari
settori.
L'esserci costituiti in Associazione di volontariato, ci da' una marcia in più per dialogare con tutti, in particolare con le strutture pubbliche che a vario titolo si occupano di formazione.
Penso si possa affermare che i temi che ci stanno a cuore sono quelli su cui si gioca il futuro
dell'umanità.
Erick Fromm nel libro «l'arte di amare» dice: «l'umanità senza l'amore non sopravvivrebbe neanche un giorno ».
Se è vero che sessuati si nasce, ma sessuali si diventa e si diventa giorno per giorno perché con la sessualità non si può staccare la spina, il servizio che facciamo tutti insieme al mondo, è estremamente prezioso!
Il rapporto annuale del Censis del 1999 dice che la società italiana é una società
"molecolare" costituita da tante molecole che stanno in un contenitore. Queste molecole però
rischiano l'atomizzazione, la frantumazione. Noi vogliamo credere con forza nella potenzialità
positiva che c'è nelle molecole della società italiana Allora dobbiamo imparare a "nutrirci di
futuro" essere persone di grande speranza e con coraggio "varcare la soglia della speranza".
Scommettere sugli uomini e donne di oggi e di domani. Scorgere nei giovani di oggi "i germi di
speranza " che hanno nello scrigno del loro cuore e della loro mente. Non permettere che essi
diventino una generazione assetata che cerca acqua in un deserto.
I giovani di oggi hanno un compito difficile che le generazioni precedenti non hanno avuto: quello cioè di scegliere tra le diverse posizioni e optare per una causa che spesso è minoritaria. Essi inoltre hanno
la necessità di fondare le loro scelte su ragioni persuasive.
Abbiamo la grande fortuna ma anche la responsabilità di offrire loro delle opportunità di confronto, dialogo, formazione.
Non dobbiamo stancarci di ricordarci l'uno all'altro quanto è già emerso nella nostra scuola biennale.
Per essere efficaci nella formazione all'amore, è necessario suscitare nei giovani momenti di cambiamento e non mirare
a far apprendere solo delle regole morali. E' necessario che con noi, i giovani trovino il clima giusto per potersi "spiegare" e arrivare a farsi le "domande giuste " e guardare al mondo dei valori.
Lo strumento della programmazione per gli anni 1999 - 2001 ci auguriamo possa aiutarci a lavorare seriamente e costruire collaborazioni nuove, esperienze positive come quella che è già iniziata con il cammino che si sta facendo con
le giovani coppie in formazione: il «Qualcosa di nuovo». Migliorare ancora i numerosi corsi e interventi attuati nelle parrocchie, diocesi, scuole. Potenziare il prezioso servizio di segreteria e del foglio di collegamento.
In conclusione voglio ringraziare tutti voi che avete creduto in questo Progetto AMOS e che ne siete il cuore pulsante. L'augurio che faccio a tutti, e a me per primo, é di avere un cuore di carne
per poter trasmettere ad altri ciò che ci è stato donato, perché solo l'amore non avrà mia fine.
Il Presidente
Michelangelo Tortalla
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Obiettivo
centrato per "Qualcosa di nuovo"
Nella diocesi di Fossano, nel periodo novembre
1999 - aprile 2000, è stato realizzato il corso "Qualcosa di nuovo"
per coppie "in avvio". Hanno fruito di questa proposta sedici giovani
pieni di entusiasmo che hanno provato a confrontarsi su nuove tematiche relative
alla coppia.
All'inizio sembrava un corso lunghissimo e,
essendo la prima esperienza di questo tipo, un salto nel buio, ma subito si è
creato un clima dinamico e pimpante, di chi ha voglia di mettersi in gioco.
Aiutati dal fascicolo (che sarà pubblicato
prossimamente) elaborato dai componenti del progetto del polo di Cuneo e di
Torino, è stato relativamente facile guidare gli incontri anche per una coppia
come noi, digiuna di conduzione gruppi fidanzati, e una giovane coppia della
Pastorale Giovanile della diocesi.
Non sappiamo se questa bella esperienza è stata
più utile ai "giovani che escono insieme", che hanno manifestato
grande partecipazione e interesse, oppure a due trentacinquenni che dopo quasi
otto anni di matrimonio avevano proprio bisogno di "rispolverare" le
motivazioni del loro "stare insieme".
La nostra speranza è che, sulle orme dei tre
corsi "pilota" di Torino, Fossano e Saluzzo, altre diocesi partano
alla riscoperta di questa fascia di giovani che non vengono aiutati nel loro
cammino a due e che trovano sempre maggiori difficoltà nel vivere pienamente ed
in libertà il loro fidanzamento.
Bruna e Guido
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Attualità
Congresso internazionale sui trapianti
Roma 29 agosto 2000
Per la prima volta nella storia un Papa interviene di persona ad un congresso scientifico: «clonate cellule
staminali adulte» (prelevate, cioè, dal midollo o dal cordone ombelicale). «Più
"avanti" di Clinton e dello stesso Blair» ammettono gli scienziati. Sì anche agli xenotrapianti (di organi
animali), purché sia possibile escludere ogni rischio per l'uomo. Giovanni Paolo Il ribadisce naturalmente il divieto assoluto di clonazione e sperimentazione a carico degli embrioni.
«Dobbiamo passare da un'etica del proibizionismo ad un'etica della responsabilità», aveva sostenuto Umberto Veronesi alcuni giorni prima al meeting di Comunione e Liberazione. E mentre Emma Bonino accusa la Chiesa cattolica di essere sempre più
integralista, i "laici", generalmente, ricordano che si tratterebbe di embrioni in ogni caso destinati a morire, a fronte della possibilità per quattrocento milioni di persone nel mondo di trarre beneficio dagli esiti della sperimentazione. Noi, invece, non abbiamo dubbi: nessun mezzo in sé illecito può essere impiegato per raggiungere anche
il più nobile dei fini, in questo caso la tutela della salute.
E' di questi stessi giorni la notizia che ad una bambina sono stati trapiantati con successo ben sette organi. La Chiesa si pronuncia ovviamente a favore di una cultura della donazione (di cui questa bimba può essere considerata un emblema felice) che sembra verrà comunque battuta sul tempo dalla ricerca: in
futuro, infatti, la genetica sopperirà al problema della scarsità di organi da trapiantare.
Quanto all"incubo della clonazione a scopo riproduttivo, mentre il padre di Dolly assicura «Non lo faremo mai», la profezia degli scienziati
britannici suona perlomeno inquietante: «Si tratta di un traguardo inevitabile. Tra vent'anni si faranno copie di bambini in laboratorio» (per esempio di figli morti). Sembra sia dunque soltanto questione di tempo. Il punto è se, e come, l'esito raccapricciante di un certo progresso scientifico applicato, che rischia di essere autodistruttivo, possa essere fermato -anche grazie alla pressione esercitata dalla bioetica cattolica - oppure soltanto differito.
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