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Il mondo degli affetti, è un aspetto che interessa particolarmente la nostra Associazione; possiamo provare a fare qualche breve riflessione. Accanto al “pensiero debole” della filosofia, oggi mi sembra si può dire che c’è il “legame debole”. Affetti caratterizzati da un legame debole. C’è intono a noi una grande sete di legami, ma al tempo stesso, si constata una certa fragilità nella progettazione e costruzione dei rapporti. In particolare questo si può osservare all’interno del rapporto uomo donna ma non solo. Come già diceva il Prof Donati, sociologo dell’Università di Bologna, la famiglia oggi tende ad essere “autopoietica”. Vuole costruirsi da sola e in parte rifiuta modelli, convinzioni, valori che possono venire dal passato o anche solo dalle famiglie di origine. Accanto a questo, nella nostra cultura, si sta facendo strada l’opinione che gli affetti per essere belli, emozionanti, intensi, emancipati, possono o in qualche caso devono, essere in alternativa a dei legami, liberi da “costrizioni”. L’esasperazione del concetto di auto realizzazione e di autonomia porta spesso a credere che la libertà passa attraverso l’assenza di legami. Ci si sente liberi perché non si ha bisogno di legami forti, di figli, di una fede, di una donna per sempre, di un matrimonio, di una famiglia. Senza legame vero, senza responsabilità, gli affetti rischiano di diventare coccole straripanti di emozioni, un narcisismo senza fine, un tenerume e una protettività che rischiano di esaurirsi nella noia. Credo che questo non faccia crescere i ragazzi e giovani che si affacciano al mondo del futuro. Alcuni giorni fa ho letto dei dati che in qualche modo possono essere una spia del fenomeno della fragilità degli affetti di oggi e del desiderio, al tempo stesso, di stabilità. Dalle ultime statistiche del Censis risulta che in Italia vi sarebbero 40 milioni di utenti di cellulari. 11 milioni di utilizzatori abituali di Internet. Questa esplosione di cellulari non si può leggere anche come una sete di legami, di necessità di sentire che l’altro c’è e che ci deve essere sempre? Forse dobbiamo chiederci che tipo di presenza dell’altro vogliamo, desideriamo. Se il mondo degli affetti è dominato dall’emotività, dal passionale, “non può” intrinsecamente contrarre legami, è strutturalmente un mondo fragile. Si assiste allora al susseguirsi disinvolto di “storie” affettive una dietro l’altra. Il titolo di un film di Carlo Verdone “L’amore è eterno finché dura”, esprime efficacemente questo concetto. Nell’essere umano l’armonia fra emozioni, sentimenti, razionalità e spiritualità è condizione fondamentale per la maturità. Il mondo emotivo non può stare in piedi completamente separato dalla ragione e al tempo stesso la mente non può essere separata dal mondo emotivo. Ne va di mezzo la salute e l’equilibrio psichico stesso di un uomo o di una donna. Un eccessivo intellettualismo impoverisce, sbiadisce, soffoca il mondo emotivo, ma sull’altro versante, un dilagare dell’emotività preclude un futuro agli affetti. Due mondi affettivi maturi, quindi liberi, possono decidere di “permanere“ nella relazione, di attuare dei legami. In passato forse si stabilivano spesso dei legami con un vincolo “esterno”. Oggi, per la nostra cultura questo non è proponibile o accettabile. Nulla può legare una vera libertà se non la medesima. In un legame libero ci vuole però reciprocità dei due, un “vantaggio” per entrambi, un donare e ricevere reciprocamente piacere e affetti. Ci può essere un amore momentaneamente unilaterale, senza contraccambio, ma questo è sano psichicamente solo come situazione di attesa, di invocazione anche drammatica di reciprocità. Un legame di coppia persistentemente unilaterale, è destinato a morire d’inedia o peggio ancora di disperazione. Alcuni demografi americani, secondo calcoli statistici, hanno stabilito che il 26 Febbraio 2006 alle ore 1.16 è nato sul pineta terra il bimbo che ha portato la popolazione mondiale a 6 miliardi e mezzo di abitanti. Che futuro vogliamo preparare per questo bimbo? C’è da augurare a questo bimbo ma anche a tutti noi di assaporare il gusto della vita, l’ossigeno di legami veri e salutari, frutto di relazioni ricche e reciproche. Vorrei adesso, insieme con voi tutti, dare uno sguardo alla vita della nostra Associazione.
Un grazie ancora a tutti voi che siete il cuore pulsante dell’Associazione. Diventiamo sempre di più tessitori di legami affettivi veri, tra di noi e con tutti coloro che incontriamo. Michelangelo Tortalla
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