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Numero 13 (Anno XI n. 1)

aprile 2008

Indice

1.  

Relazione del presidente (20 aprile 2008)

2.  

Alle origini della vita (presentazione PowerPoint)

Relazione del presidente

Si raccontava nell’antica Grecia che un giorno un dio minore, giocando con l’argilla del fiume, avesse modellato un figura d’uomo. Mentre si crogiolava a contemplare la sua creatura inerte, vide passare Zeus.
Gli venne allora in mente di chiedergli di soffiare con il suo alito lo spirito di vita sull’uomo di argilla. Zeus soffiò. 
Quando la nuova creatura ebbe avuto la vita, iniziò una feroce discussione tra gli dei. 
Chi aveva diritto di dare un nome a questa nuova creatura? 
Colui che l’aveva modellata oppure Zeus che le aveva dato la vita?
Il calore della discussione e il vociare svegliarono Cibele che, arrabbiatissima, s’inserì nella discussione, dato che la materia prima per modellare  la figura era argilla presa dal suo stesso corpo senza permesso e questo le dava  tutti i diritti sulla nuova creatura. 
Perciò aspettava a lei attribuire il nome.  
Stanchi di vociare e maltrattarsi, i tre dei chiamarono Cronos come arbitro. Questi dopo una lunga riflessione sentenziò: “Dato che fu Zeus a soffiare la vita, quando questa creatura morirà, il suo spirito si separerà dal corpo e tornerà da Zeus, mentre il corpo tornerà da Cibele.

Mentre vivrà – per tutto il tempo che io deciderò – essa sarà sotto la sollecitudine di un dio “che si prende cura” , giacchè ha bisogno di molta attenzione, dolcezza e solidarietà. 
E dato che proviene dall’ ”Humus” , si chiamerà “umanità”. 

Oggi il concetto di prendersi cura  è diventato molto sanitario, socio assistenziale. Io che sono competente, che sto bene, mi occupo in qualche modo di te, dei tuoi disagi. 
Il forte che si rivolge al debole. 
Anche chi si occupa di educazione,  di formazione, di accompagnamento, può rischiare di cadere in questo tranello di sentirsi colui che dà, che comunica, che “concede” qualcosa a chi non sa.
Visto che apparteniamo tutti alla stessa umanità tutti abbiamo bisogno di attenzione, dolcezza e solidarietà (le tre parole che Chronos pronuncia).  
Prima di pensare di prendersi cura, dobbiamo imparare a accettare che noi stessi per primi abbiamo dei limiti, delle povertà.
A sua volta anche noi abbiamo bisogno di attenzione dolcezza e solidarietà. Se abbiamo esperimentato questo passaggio allora saremo pronti a fare qualche passo per prenderci cura dell’altro.    
In uno scritto il filosofo Heidegger dice che vi sono stanzialmente due modi  di prendersi cura. 
Nel primo modo noi ci occupiamo degli altri, forniamo agli altri delle cose, magari anche in modo disinteressato ma  in qualche modo assumiamo una posizione dominante. 
Nel secondo caso e questa può essere chiamata la cura autentica, perché non si occupa di cose da procurare agli altri ma li chiama in casa come soggetti; li “aiuta”  a diventare consapevoli e liberi per la propria cura.       
Nel primo caso l’Autore dice che è un “sostituirsi dominando” nel secondo caso è un “anticipare liberando”.
La nostra Associazione si rivolge a delle persone che hanno una loro storia, un loro percorso; propone dei cammini formativi nell’ambito della relazione, riguardanti in particolare aspetti dell’affettività, sessualità.
Potrebbe diventare uno stile che ci contraddistingue lo slogan “anticipare liberando” con attenzione, dolcezza solidarietà?

Vorrei adesso, insieme con voi tutti, dare uno sguardo alla vita della nostra Associazione. 

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In questo anno abbiamo superato la difficoltà passate legate alla gestione della segreteria e indirizzo di posta elettronica. Abbiamo conferma che la gente grazie a questa nuova organizzazione ci può contattare facilmente.

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Nell’ambito delle attività della nostra Associazione, anche quest’anno sono state portare avanti le proposte formative che oramai sono abbastanza consolidate. L’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, la partecipazione a progetti di formazione con altre realtà associative, il percorso del W.E. di formazione per operatori di pastorale giovanile “Credevo fosse amore …”  sugli aspetti antropologici, psicologici, medici e etici della sessualità  e il percorso “Qualcosa di nuovo- per più che amici e non ancora fidanzati”  per coppie di innamorati e incontri di formazione a diversi livelli. 

bulletMi vorrei soffermare su un punto che ritengo particolarmente importante: la nuova edizione della scuola di formazione. 
Direi che è stato l’impegno più importante di quest’anno che ci ha visto coinvolti in molti. La scuola, ha avuto una buona partecipazione (60 iscritti da 11 diocesi del Piemonte), una bella assiduità di presenze da parte dei partecipanti. 

E’ stato fatto un vero lavoro di equipe, un vero gioco di squadra che è stato percepito e apprezzato. 
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Continuano a aumentare i contatti sul sito dell’Associazione. Abbiamo anche ampliato la bibliografia e  evidenziato  i nuovi testi che sono stati pubblicati dall’Editrice Cantagalli: ”Accompagnare nel cammino dell’amore” e “Giovani sposi in cammino … non da soli” 

Un grazie ancora a tutti voi che siete il cuore pulsante dell’Associazione.

                                                                        Michelangelo Tortalla

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